lunedì 24 febbraio 2014

La vera pace è nella Croce. Non nella bandiera arcobaleno

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente (dal Vangelo di Matteo 5,13-16)

La Fesmi (Federazione stampa missionaria italiana), che unisce una cinquantina di riviste di vari istituti, enti e ong missionari, ha convocato per il prossimo 25 aprile a Verona l’iniziativa ”Arena di Pace e Disarmo” una “giornata di resistenza e liberazione”, con questa precisazione: “La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione si chiama disarmo”. L’immagine del manifesto mostra il fiore della pace che nasce da una bomba spezzata. Come sfondo l’immagine stilizzata dell’Arena di Verona e udite, udite…. i colori della bandiera più “politically correct” al mondo ossia quella arcobaleno,…. si avete capito bene proprio quella!.
Pensando ad un errore ci siamo informati sulla “natura” del Fesmi pensando a qualche organismo non governativo umanitario ma poi ci siamo ricreduti vedendo come tale federazione in verità raccoglie il fiorfiore delle riviste cattoliche missionarie. «Fides», l’agenzia della Congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli, in un articolo pubblicato qualche anno fa (http://www.fides.org/it/news/20555) dava tuttavia un giudizio nettamente negativo nei confronti del vessillo, simbolo per eccellenza del movimento pacifista e per i diritti gay. Come mai uomini di Chiesa, laici o chierici che siano - si chiedeva “Fides” - hanno per tutti questi anni ostentato la bandiera arcobaleno e non la croce, come simbolo di pace.  E poi si domandava: «Questi uomini e donne di Chiesa sanno qual è l’origine della bandiera della pace? Molti probabilmente no. Altri, pur sapendo, non se ne preoccupano più di tanto». Le origini della bandiera della pace vanno ricercate nelle teorie  teosofiche nate alla fine dell’800. La teosofia (letteralmente “Conoscenza di Dio”) è quel sistema di pensiero che tende alla conoscenza intuitiva del divino». Da sempre presente nella cultura indiana, ha preso la sua moderna versione dalla Società Teosofica, «un movimento mistico, esoterico, spirituale e gnostico fondato nel 1875 da Helena Petrovna Blavatsky, più nota come Madame Blavatsky». Il pensiero della corrente rappresentata dalla bandiera arcobaleno si basa sullo «gnosticismo», sulla «reincarnazione e trasmigrazione dell’anima», sull’esistenza di «maestri segreti» e riconduce al New Age, mentalità che predica la libertà più assoluta e il relativismo, l’idea dell’«uomo divino», il rifiuto della nozione di peccato. Leggendo tutto questo non possiamo non ricordare l’opera dello scrittore cattolico convertito Robert Hugh Benson “Il Padrone del mondo” dove oltre a notarsi il genio precorritore dell’autore (vedi numero di febbraio 2014 del Timone) si evidenzia come si viva in un clima culturale dove domina lo spirito del mondo, cioè una visione della vita dove è esclusa radicalmente la dimensione soprannaturale, mentre il cristianesimo, ritenuta religione barbara e sciocca, è fatta apertamente oggetto di derisione e di persecuzione. E’ in questo contesto che si colloca la persona stessa dell’Anticristo, l’uomo eccezionale che realizzerà ciò che Cristo non è riuscito a dare all’umanità: la pace, la giustizia e il progresso universale. Nel medesimo tempo l’autore coglie le ragioni profonde della crisi della Chiesa che vede perdere una parte consistente dei suoi fedeli sedotti dalle lusinghe del nuovo messianismo.
In questo contesto di riflessioni ci sembra provvidenziale il commento di padre Piero Gheddo, missionario secondo il Vangelo, all’iniziativa promossa da Fesmi a Verona, che in un editoriale apparso recentemente su Nuova Bussola Quotidiana (http://www.lanuovabq.it/it/articoli-cari-missionariil-pacifismo-aiuta-le-vocazioni-8495.htm) scrive, “Viviamo in un tempo di secolarizzazione, che tende a ridurre la fede e la vita cristiana ad un hobby privato, di cui non è bene parlare in pubblico. Noi missionari, le riviste e gli organismi di laicato missionario, mezzo secolo fa facevamo manifestazioni e campagne nazionali per diffondere l’ideale missionario e suscitare vocazioni per la “missione alle genti”: testimoniare e annunziare Gesù Cristo ai non cristiani, convinti ed entusiasti della nostra vocazione missionaria. Poi, a poco a poco, non siamo stati capaci di andare contro-corrente, ma ci siamo lasciati portare dalla cultura dominante, appunto la secolarizzazione e il relativismo. Abbiamo rinchiuso il nostro carisma e il nostro ideale nei conventi, nelle chiese e sacrestie; e uscendo per scrivere, parlare, manifestare, animare, abbiamo incominciato a fare le campagne contro le armi, contro il debito estero, contro le multinazionali, contro i farmaci contraffatti, per l’acqua pubblica.
Risulta poi una perla di saggezza illuminata dal Vangelo la conclusione di Padre Gheddo : “Il mio sogno è che un giorno i missionari organizzino una serata di riflessione e di preghiera, magari anche all’Arena di Verona, con questo logo: “Cristo è la nostra Pace” (Efesini 2, 14); con testimoni che intervengono su questo tema e spieghino perché e come Cristo porta la pace all’uomo e al mondo. Verrebbero in pochi? Assolutamente no, anzi molti direbbero: finalmente i missionari vanno contro corrente e proclamano al mondo la loro fede e la loro esperienza fra i popoli. Una manifestazione non di protesta “contro”, ma una proposta “per”, a tutti gli uomini di buona volontà.
Crediamo che questo sia l’unico modo per vivere coerentemente il Vangelo in qualunque ambito della vita e della società. Su questo la Parola di Dio è molto chiara: Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente (dal Vangelo di Matteo 5,13-16)
Pertanto sentiamoci cattolici senza aggettivi, cattolici e basta. Uomini ai quali è stata donata la Fede, innamorati di Dio e membra vive della Chiesa, figli della Vergine Madre, fedeli al Santo Padre e ai suoi insegnamenti. Ma anche conquistatori di uomini e donne alla causa del Vangelo e della Chiesa, difensori della Fede e della cultura che ne deriva, apostoli della Nuova Evangelizzazione (dal sito Il Timone http://www.iltimone.org/)


Amici del Timone di Ferrara


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