Venerdì 4 ottobre presso il Cinema Teatro Santo Spirito, a Ferrara, ore 21.00, conferenza in diretta web dell'On. Alessandro Pagano. Non mancate!
domenica 29 settembre 2013
sabato 28 settembre 2013
8° GIORNO DEL TIMONE DELL'EMILIA ROMAGNA
8° GIORNO DEL TIMONE DELL'EMILIA ROMAGNA
Vittorio Messori, Mons. Camillo Ruini
sabato 28 settembre 2013
Programma:
ore 11 - S. Messa (celebrante S.E. Card. Camillo Ruini)
ore 15 - Conferenza "Bernadette non ci ha ingannati" (relatore: Vittorio Messori)
ore 16 - Premio "Fides et Ratio" (S.E. Card. Camillo Ruini)
Centro Famiglia di Nazareth - Strada Formigina, 319 - Modena
Vittorio Messori, Mons. Camillo Ruini
sabato 28 settembre 2013
Programma:
ore 11 - S. Messa (celebrante S.E. Card. Camillo Ruini)
ore 15 - Conferenza "Bernadette non ci ha ingannati" (relatore: Vittorio Messori)
ore 16 - Premio "Fides et Ratio" (S.E. Card. Camillo Ruini)
Centro Famiglia di Nazareth - Strada Formigina, 319 - Modena
martedì 17 settembre 2013
Papa Francesco "for dummies"
Papa
Francesco e il linguaggio del Credente
Come
si legge su l’homepage del periodico il
Timone, la nostra carta di identità si risolve tutta in una parola, in una
pregnante, decisiva qualifica: cattolici. Cattolici senza aggettivi, cattolici
e basta; uomini e donne ai quali è stata donata la Fede, innamorati di Dio e
membra vive della Chiesa, figli della Vergine Madre, fedeli al Santo Padre e ai
suoi insegnamenti per poi cercare di essere testimoni del Vangelo sino agli
orizzonti estremi del mondo.
Ma
come essere missionari nella Chiesa? Come parlare al mondo? E’
una domanda che dovrebbe essere frequente nella vita di ogni cristiano e che dovrebbe
rinnovarsi continuamente. Ma come fare? Papa Francesco, basandosi sul
fondamento della Parola, propone la via maestra per vivere la nuova
Evangelizzazione: la via della magnanimità nell’umiltà. I contorni di questo
modo d’essere «missionari nella Chiesa» sono stati tratteggiati costantemente da
Papa Francesco durante le ormai consuete celebrazioni della messa nella
cappella della Domus Sanctae Marthae e durante i discorsi alla GMG di Rio.
Pertanto di seguito e sottoforma di Flashback
e Take Home riportiamo la parti più
salienti delle meditazioni del Santo Padre per gustarne la bellezza e delineare
un cammino ideale di perfezionamento dei nostri cuori.
·
Come
vorrei una Chiesa umile e coraggiosa in ascolto dello Spirito Santo. Una
Chiesa che esce da se stessa per andare nelle periferie del mondo. Una Chiesa
che è madre, non baby sitter, che costruisce ponti e non muri.
Una Chiesa dalle porte aperte, che è comunità di amore non una Ong.
·
Il
cristiano non deve essere come i soldati che quando vincono la battaglia fanno
piazza pulita, di tutto». Il cristiano predica, annuncia il Vangelo con la
sua testimonianza più che con le parole.
·
Riscoprire la “grammatica della semplicità”.
·
Un’altra lezione che la
Chiesa deve ricordare sempre è che non può allontanarsi dalla semplicità,
altrimenti disimpara il linguaggio del Mistero e resta fuori dalla porta del
Mistero, e, ovviamente, non riesce ad entrare in coloro che pretendono dalla
Chiesa quello che non possono darsi da sé, cioè Dio”.
·
Spogliarsi degli orpelli esteriori, dei sofismi espressivi, perché
il vestito di Dio, la lingua di Dio, è la semplicità.
·
Ma
come posso fare questo? «Noi, con il nostro sforzo, non possiamo farlo. Soltanto
una grazia può farlo in noi. Il nostro sforzo aiuterà; è necessario ma non
sufficiente».
·
La
mitezza, l’umiltà, la bontà, la tenerezza, la mansuetudine, la magnanimità sono
tutte virtù che servono per seguire la strada indicata da Cristo. Riceverle è
«una grazia. Una grazia che viene dalla contemplazione di Gesù». Dunque per
essere buoni cristiani è necessario contemplare sempre l’umanità di Gesù e
l’umanità sofferente. Per rendere testimonianza? Contempla Gesù. Per
perdonare? Contempla Gesù sofferente. Per non odiare il prossimo? Contempla
Gesù sofferente. Per non chiacchierare contro il prossimo? Contempla Gesù
sofferente. Non c’è altra strada»
·
Siamo tentati di voler costruire una Chiesa a nostra misura. La
strada di Gesù non è quella delle ideologie e dei moralismi che falsificano
il Vangelo
·
Tutte
le volte che «giudichiamo i nostri fratelli» e «quando ne parliamo di questo
con gli altri siamo cristiani omicidi». Se parli male del fratello, uccidi il
fratello. E noi, ogni volta che lo facciamo, imitiamo quel gesto di Caino, il
primo omicida della storia». Le chiacchiere vanno sempre sulla «dimensione
della criminalità, non ci sono chiacchiere innocenti». La lingua serve per
lodare Dio e invece, «quando la usiamo per parlare male del fratello o della
sorella, la usiamo per uccidere Dio», «l’immagine di Dio nel fratello».
·
Per
questa ragione, si deve chiedere per noi e per tutta la Chiesa la grazia
«della conversione dalla criminalità delle chiacchiere all’amore, all’umiltà,
alla mitezza, alla mansuetudine, alla magnanimità dell’amore verso il prossimo».
·
L’insulto è un modo per sminuire l’altro. Infatti «non c’è bisogno di
andare dallo psicologo per sapere che quando uno sminuisce l’altro è perché non
può crescere, ha bisogno che l’altro vada più in basso per sentirsi qualcuno.
·
Non parlate male degli altri, non sminuitevi, non squalificatevi. In fondo
tutti stiamo procedendo per lo stesso cammino».
·
Chiedere al Signore la grazia per tutti di «stare attenti un po’ di più
alla lingua riguardo a quello che diciamo degli altri».
·
Chiedete al Signore la grazia di «conformare la nostra vita a questa nuova
legge, che è la legge della mansuetudine, legge dell’amore, legge della pace»,
cominciando a «potare un pochino la nostra lingua, a potare un pochino i
commenti che facciamo sugli altri o le esplosioni che ci portano all’insulto,
alla collera facile».
La semplicità di queste parole semplici
riscalda i nostri cuori e rinvigorisce il nostro Spirito. E vogliamo concludere
questa raccolta di meditazioni con una frase del Papa Emerito Benedetto XVI
pronunciata recentemente nella Messa celebrata nella cappella del
Governatorato in Vaticano per i suoi Ex allievi che
esprime l’intensa comunione con Papa Francesco e ci fa gustare quanto siano
misteriose le vie dello Spirito e della Provvidenza: Noi ci troviamo sulla
via di Cristo, sulla giusta via se in Sua vece e come Lui proviamo a diventare
persone che “scendono” per entrare nella vera grandezza, nella grandezza di Dio
che è la grandezza dell’amore
Gli Amici del Timone di Ferrara
venerdì 9 agosto 2013
Il dovere di demolire la legge sull'omofobia
Riflessioni intorno
all’omosessualità e all’omofobia.
Papa Francesco con
continuità amorevole e perseveranza paterna chiede «il coraggio di andare controcorrente» e di riproporre con umiltà ma con l’autorevolezza
di chi ha fede in Cristo quelle verità che il mondo non vuole sentire. Il Santo
Padre, parlando anche di temi politici, denuncia la separazione della politica
dalla morale, rivendicando la libertà della Chiesa di annunciare la sua
dottrina morale e sociale. La Chiesa ha il diritto legittimo di operare in
carità nello “spazio pubblico” che non è quello “politico”.
In questa cornice
ogni cattolico ha il dovere di inquadrare ogni dibattito politico con forte
ricaduta sociale, ogni cattolico di retta ragione e coscienza formata non può
in alcun modo prescindere dai principi non negoziabili che nostra Madre Chiesa
valorizza alla luce di Dio nel suo magistero pontificio. E allora come disporci
dinanzi alle derive moderniste di molti Stati Laici? In particolare come
leggere l’azione parlamentare che in questi giorni vuole portare alla luce una
legge contro l’omofobia?Uomini di ragione hanno già scritto tutto per demolire
l’impianto ideologico di tale legge e sui rischi che produrrebbe sulla libertà
di espressione e di religione. Si assisterebbe senza nessuna sfumatura
all’introduzione del reato di opinione che, come bene ha imparato il nostro
paese nel secolo scorso, non è certamente la bandiera degli stati democratici.
Il nostro vescovo monsignor Luigi Negri senza mezzi termini ha parlato di
“tendenza totalitaria” che per gli effetti imprevedibili nella dimensione
sociale può rivelarsi un boomerang anche per quelle categorie che ora stanno
promuovendo questo “nuovo Stato Etico”.
E’ evidente che
nessuno, come ha ribadito anche Papa Francesco, può giudicare il cuore del
fratello che avverte un’attrazione verso persone del medesimo sesso. La Santa
Madre Chiesa, e con lei tutto il fronte cattolico fedele al magistero
pontificio, è disposta amorevolmente verso tutti gli omosessuali. Ma cosa
radicalmente diversa è la volontà di voler costruire ed erigere un diritto a
favore di un comportamento in netta antitesi al diritto naturale. In
quest’ottica si prescinde dalle valutazioni di fede che comunque per ogni
credente impreziosiscono l’atto di gratuito accoglimento dell’ordine naturale
che Dio Padre per Amore ha voluto. Quanto accade disegna una strategia di
attacco al creato e alla creatura fatta a Sua immagine e somiglianza: l’uomo.
Oggi
il termine "Laicità" è diventato lo scudo di una certa
"cultura" che vorrebbe mettere la religione e le sue tradizioni da
una parte e il vivere democratico e civile dall'altra. Ma è questa la laicità?
Si rivendica una libertà di coscienza del cittadino, che deve sentirsi a suo
agio in uno stato che non impone alcuna visione religiosa, non avalla alcuna
regola morale, prende le distanze da tradizioni e costumi religiosi, quasi che
la cultura di un popolo non ne fosse profondamente e immancabilmente intrisa.
Un padre della moderna sociologia, Emile Durkheim, scriveva: "Non esiste
una società conosciuta, senza religione. La religione ha dato tutto ciò che è
essenziale allo sviluppo della società". Un vero laico non è, quindi, un
oppositore della religione, né si sente minacciato dalla naturale ed
inevitabile religiosità del suo popolo. La vera laicità non è opposta alla
cultura religiosa. Uno stato laico deve tenere conto della sua tradizione
religiosa. Non potrebbe fare altrimenti. Della cultura religiosa è pieno il suo
tessuto sociale e storico. Chiariamo un malinteso. Stato laico non vuol dire
stato ateo e nemmeno stato antireligioso. Distingue semplicemente potere
politico da autorità religiosa. Ma è profondamente radicato nella cultura
religiosa che sostiene il suo tessuto sociale. Le sue tradizioni e la sua
storia insomma. Nessuno stato al mondo è laicista. Alcuni governi sì, ma nessun
popolo. Ancora il Santo Padre afferma con forza che dalla tradizione nazionale
deriva una responsabilità sociale, che «richiede un certo tipo di paradigma
culturale e, conseguentemente, di politica», che siano «ferme sui valori etici»
e attente alle esigenze drammatiche dei più poveri. Una vera classe politica si
fa guidare dalla «responsabilità e dall’interesse per il bene comune». Senza
mai dimenticare che in politica «chi agisce responsabilmente colloca la propria
azione davanti ai diritti degli altri e davanti al giudizio di Dio. Questo
senso etico appare oggi come una sfida storica senza precedenti».
Ma andiamo al
nocciolo della questione. L’accusa di omofobia è un giochino astuto: zittisci
subito l’interlocutore, facendolo passare per intollerante, e qualsivoglia
argomento passa in secondo piano. Una strategia dialettica assai efficace. Si
riprende in parte l’atteggiamento ipocrita del simbolo della crociata laica:
Voltaire. E’ celebre l’aforisma voltairiano, poi diventato il luogo comune del
pigro conformista ma in fondo in fondo intollerante: «Non sono d’accordo con quello che dici ma sono pronto a dare la vita perché tu possa dirlo». Certa storiografia selettiva dimentica però, pur di incensarlo
per gli ideali di tolleranza e civiltà, che tale frase non è stata concepita da
Voltaire ma dalla scrittrice inglese Hall in una biografia del
filosofo-letterato francese; con maggiore dolo non si evidenzia che neanche era
il pensiero di Voltaire: «Écrasez l’infâme!», ovvero
«Schiacciate l’infame» recitava l’illuminato, un “gentilismo” che
riservava a chi aveva convinzione opposte alle sue, con un riferimento diretto
al cristianesimo.
Alcune semplici
considerazioni per evidenziare il carattere esclusivamente ideologico della
pretestuosa legge anti discriminazione degli omosessuali.
E’ davvero
un’emergenza sociale quella delle discriminazioni contro gli omosessuali? I
dati dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori non
mettono in evidenza una situazione tale da giustificare un’allarmismo omofobo.
Inoltre non si capirebbe perché si dovrebbe privilegiare questa categoria
rispetto ad altre ugualmente discriminate. Non dimentichiamo, inoltre che si
minerebbe il principio costituzionale
di uguaglianza sancito dall’art. 3: se come prescrive la norma “Tutti i
cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza
distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali e sociali”, la ragione per cui le persone omosessuali
debbano beneficiare di un diverso trattamento più “favorevole” è di mero
carattere ideologico. Probabilmente introducendo un’aggravante generale per
tutti i reati legati all’odio e alla discriminazione si avrebbe la certezza di
includere tutte le categorie oggetto di discriminazione. E’ evidente che la
partita si gioca sul sofisma della discriminazione.
Non occorre
sfoderare tutta la letteratura medico-scientifica per scardinare l’impianto
epistemologico dell’”ideologia del gender”. Il buon senso basta per comprendere
che l’identità sessuale non può essere svincolata dal sesso biologico,
rendendola una realtà soggettiva, di scelta. Eppure una rivoluzione
antropologica si sta attuando: un neoumanesimo completamente autonomo dalla
dimensione del trascendente. La negazione delle polarità sessuali purtroppo
genera crisi identitarie gravi: la realtà è confusa con l’immaginazione e
niente verrà più concepito come stabile. L’incertezza cronica è poi la madre di
comportamenti violenti. Purtroppo abbiamo costruito una società che cresce
figli smidollati, dei molluschi, che se inclini ad una personalità orgogliosa
diventano probabili omicidi, se inclini all’umile introversione probabili
depressi. Incapaci di ogni presa di responsabilità dinanzi alle scelte
importanti e decisive nella vita di ogni uomo. In questa dimensione del
provvisorio e del relativo tuonano le parole di Papa Francesco: «Siate rivoluzionari, fate scelte definitive».
Infine non si può
stigmatizzare l’iter legislativo con il quale si vuole giungere alla
promulgazione della legge, “cavallo di Troia” per poi, in seconda battuta,
rimuovere ogni impedimento al matrimonio omosessuale. Una dinamica perversa che
ha come fine ultimo quello di scardinare il matrimonio naturale tra un uomo ed
una donna. Senza alcuna remora si è attivata una procedura d’urgenza che vìola
i basamenti della nostra costituzione: attualmente il diritto italiano prevede
la diversità dei sessi dei coniugi come presupposto indispensabile per
l’istituto del matrimonio civile e solo tale forma di unione deve essere
tutelata ed avere rilevanza giuridica. Sono gli elementi essenziali del
cosiddetto “ordine pubblico” dello stato che implica l’illegittimità dei
matrimoni contratti da soggetti non distinti sessualmente. Non dimentichiamo che
l’articolo 29 della nostra Costituzione tutela la famiglia come società
naturale fondata sul matrimonio e per società naturale si intende senza alcun
dubbio quella derivante dal matrimonio tra un uomo e una donna. La famiglia
contemplata dalla norma ha dei diritti originari e preesistenti allo stato che
il legislatore può solo riconoscere. Il precetto costituzionale non è
superabile per via ermeneutica con una semplice lettura culturale o ideologica
del sistema. I nostri padri costituenti, in linea con il patrimonio giuridico
bimillenario ereditato dallo jus civile, hanno voluto dare solo al matrimonio
naturale la valenza di istituto giuridico perché la famiglia da esso derivante
è la cellula fondamentale che garantisce mediante un patto davanti a tutta la
società due cose: la stabilità e la procreazione, perché da sempre la
procreazione è un fatto sociale. L’unione di un uomo e una donna è un bene per
la società. E tale opportunità sociale del matrimonio è riconosciuta anche da
grande parte degli omosessuali che però vengono resi invisibili all’opinione
pubblica perché non conformati al pensiero dominante omosessualista. Senza
considerare che per quella fetta minoritaria che promuove i matrimoni
omosessuali, laddove tale istituto è concesso, una percentuale ancora minore
decide effettivamente di sposarsi.
In questa prospettiva giuridica,
per replicare a chi sostiene che l’”amore” basta a giustificare il
riconoscimento dell’istituto giuridico, si comprende come tale sentimento, per
quanto nobile, non ha nulla a che fare con il codice civile; questa ermeneutica
estensiva non solo è superficialmente pretestuosa ma anche pericolosa perché
può essere utilizzata contro tutte le norme che regolano il matrimonio e per
tutte le categorie di “innamorati”:se un uomo ama due o più donne si sosterrà
che il divieto di poligamia è discriminatorio, se un fratello ama la sorella
medesima cosa si può affermare per chi osteggia l’incesto. Ribadiamo il
concetto: la nostra Costituzione all’art. 29 sancisce che la Repubblica
«riconosce», e non “definisce”, i diritti della famiglia come società naturale
fondata sul matrimonio. Opinare il contrario significherebbe consentire ad
un’assemblea legislativa la possibilità di stabilire attraverso disposizioni
normative la natura stessa dell’istituto matrimoniale. Con il “molto opinabile”
criterio dell’orientamento sessuale e dell’affetto nulla vieterebbe di ritenere
legittimo non solo il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma anche
quello tra una donna e due uomini, tra due uomini e due donne, tra due uomini e
quattro donne, o perché escludere il matrimonio tra una donna e il proprio cane,
visto che la zoofilia rappresenta, in effetti, un riconosciuto orientamento
sessuale. Si comprende che si aprirebbero scenari inquietanti, qualora dovesse
cadere anche il tabù della pedofilia (il 2 aprile 2013 in Olanda la Corte
d’appello di Arnhem-Loivarnten ha stabilito che non può essere sciolto il
gruppo Stitching Martijn che propone la liberalizzazione dei contatti sessuali
tra adulti e minori) e dell’incesto (al Senato della Repubblica italiana il 14
ottobre 2008 è stato depositato il disegno di legge S. 1155 avente per oggetto
l’abrogazione del reato di incesto e dei reati contro la morale familiare, a
firma dei senatori radicali Donatella Poretti e Massimo Perduca). A proposito
di orientamenti sessuali, occorre aggiungere in questa panoramica anche
l’oggettofilia: è noto il caso di Eija-Riitta Berliner-Mauer la donna svedese
di Liden, fisicamente e sessualmente attratta dagli oggetti, che si innamorò
del Muro di Berlino, pretendendo di sposarlo. All’epoca non fu presa molto sul
serio, ma se passasse il principio, oggi recepito anche dalla Corte Suprema
americana, che il matrimonio può essere definito per legge, il futuro potrebbe
davvero riservare delle sorprese inimmaginabili.
La nuova
evangelizzazione promossa dal vicario di Cristo passa anche su questi temi: «Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?»
(Luca - 18, 8).
sabato 27 luglio 2013
Noi stiamo con don Stefano. E Il Carlino oggi ci dà voce (e sta con noi)
Del caso ha già scritto ampiamente il sito nocristianofobia.
Ecco il nostro intervento pubblicato oggi dal Carlino e nei giorni scorsi da Estense.com.
----------------------------------------------------------------
Lo scrittore dissidente Aleksandr Solzenicyn sosteneva che la menzogna non può perdurare senza allearsi con la violenza.
E' quello che sta accadendo in questi giorni, con varie personalità pro-gay impegnate ad attaccare il cappellano dell'ospedale, reo di avere fatto il proprio mestiere, cioè avere messo in guardia dalle conseguenze che la erigenda legge sull'omofobia comporterà per chi non si adeguerà al nuovo, orwelliano pensiero unico.
Prendendo, ad esempio, il Canada, un paese in cui la legge anti-omofobia è in vigore da un decennio, si notano soprusi di ogni tipo, così sintetizzati:
- chiunque si discosta dalla nuova ortodossia è considerato affetto da fanatismo e ostilità nei confronti di chi ha tendenze omosessuali;
- a chi non vuole celebrare omomatrimoni vengono richieste le dimissioni;
- arrestati sacerdoti e laici per avere spiegato perché il matrimonio eterosessuale è alla base dello sviluppo della società;
- multe e persecuzioni solo per aver espresso perplessità inviando lettere ai giornali;
- vescovo denunciato due volte per lettera pastorale sulla famiglia;
- problemi finanziari affrontati da chi ha dovuto rispondere alle querele;
- provvedimenti disciplinari contro insegnanti se solo pronunciano una frase contro il matrimonio omosessuale, anche al di fuori dell'istituto;
- ai genitori non è concesso il diritto di veto sui programmi con quelle tematiche;
- le scuole private, anche quelle cattoliche, sono obbligate ad accettare al loro interno clubs per i diritti omosex, quelle pubbliche non ospitano organizzazioni che non concordano sul codice di comportamento della nuova ortodossia.
( Fonte: Prof. Bradley Miller, Princeton University e Western University, Ontario).
Vogliamo anche ricordare quello che sta accadendo in Francia, in Gran Bretagna?
Comunque ci risentiremo tra un po', quando compariranno i primi problemi per coloro che hanno anche solo osato criticare o indicare come contronatura le unioni omo, per non parlare del sostegno al diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà, come natura e ragione vogliono.
Che dire? Semplicemente questo: è iniziata la dittatura gay.
Giulio Melloni
Centro culturale " Amici del Timone ".
Ecco il nostro intervento pubblicato oggi dal Carlino e nei giorni scorsi da Estense.com.
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Lo scrittore dissidente Aleksandr Solzenicyn sosteneva che la menzogna non può perdurare senza allearsi con la violenza.
E' quello che sta accadendo in questi giorni, con varie personalità pro-gay impegnate ad attaccare il cappellano dell'ospedale, reo di avere fatto il proprio mestiere, cioè avere messo in guardia dalle conseguenze che la erigenda legge sull'omofobia comporterà per chi non si adeguerà al nuovo, orwelliano pensiero unico.
Prendendo, ad esempio, il Canada, un paese in cui la legge anti-omofobia è in vigore da un decennio, si notano soprusi di ogni tipo, così sintetizzati:
- chiunque si discosta dalla nuova ortodossia è considerato affetto da fanatismo e ostilità nei confronti di chi ha tendenze omosessuali;
- a chi non vuole celebrare omomatrimoni vengono richieste le dimissioni;
- arrestati sacerdoti e laici per avere spiegato perché il matrimonio eterosessuale è alla base dello sviluppo della società;
- multe e persecuzioni solo per aver espresso perplessità inviando lettere ai giornali;
- vescovo denunciato due volte per lettera pastorale sulla famiglia;
- problemi finanziari affrontati da chi ha dovuto rispondere alle querele;
- provvedimenti disciplinari contro insegnanti se solo pronunciano una frase contro il matrimonio omosessuale, anche al di fuori dell'istituto;
- ai genitori non è concesso il diritto di veto sui programmi con quelle tematiche;
- le scuole private, anche quelle cattoliche, sono obbligate ad accettare al loro interno clubs per i diritti omosex, quelle pubbliche non ospitano organizzazioni che non concordano sul codice di comportamento della nuova ortodossia.
( Fonte: Prof. Bradley Miller, Princeton University e Western University, Ontario).
Vogliamo anche ricordare quello che sta accadendo in Francia, in Gran Bretagna?
Comunque ci risentiremo tra un po', quando compariranno i primi problemi per coloro che hanno anche solo osato criticare o indicare come contronatura le unioni omo, per non parlare del sostegno al diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà, come natura e ragione vogliono.
Che dire? Semplicemente questo: è iniziata la dittatura gay.
Giulio Melloni
Centro culturale " Amici del Timone ".
mercoledì 24 luglio 2013
Wake up !!!! Legge sulla omofobia in arrivo....
A giorni arriverà anche in Italia la legge sull'omofobia, che imbavaglia chiunque voglia criticare il matrimonio gay. Ma siamo circondati.
La Corte Suprema Usa, ha recentemente definito
incostituzionale il Defence Marriage Act, la legge federale secondo cui il
matrimonio è solo tra uomo e donna, in quanto secondo i giudici violerebbe il
quinto emendamento sulla difesa delle libertà individuali
Esulta il presidente Usa, Barack Obama, che parla di “passo
storico verso l’uguaglianza”, “una vittoria per la comunità gay e per la
democrazia americana". Esultano anche in Italia i soliti corifei dei
“politically correct”
In un bel editoriale di Francesco D’Agostino apparso su
Avvenire lo scorso 19 luglio intitolato “Non basta dire «no» alle nozze gay serve
un vero «sì» al matrimonio” si sottolinea
come sia veramente arrivato il
momento di chiamare
a raccolta cattolici e laici 'eticamente e socialmente sensibili' perché si
cominci a difendere realmente e non più solo virtualmente o privatamente il matrimonio
“senza se e senza ma” perché solo nell’unione uomo/donna vi è quella forza generativa
verso il domani con le sue benefiche ricadute sociali e istanze antropologiche più profonde.
Per questo motivo, noi con le nostre famiglie fondate sul
matrimonio e formate da un papà (uomo), una mamma (donna) e da i nostri figli
vogliamo esprimere la gioia di essere famiglia nella maniera "più tradizionale
possibile”.
La Dottrina della Chiesa Cattolica a riguardo dice: “.
Un uomo e una donna uniti in matrimonio formano insieme con i loro figli una
famiglia. Questa istituzione precede qualsiasi riconoscimento da parte della
pubblica autorità” (Catechismo della Chiesa
Cattolica)
Amici del Timone di Ferrara
e
Gruppo Giovani Famiglie, Parrocchia S. Spirito, Ferrara
lunedì 15 luglio 2013
Negri e la Movida: storia di uno scontro vinto dal Vescovo contro ogni speranza
Forse sono questi i momenti in cui si può dire che un Vescovo entra in città: dai giovani universitari ai politici, dai pensionati che leggono il Carlino e la Nuova agli internettiani di Estense.com e ai frequentatori dei bar: per 10 giorni l'attenzione è stata puntata sulle dichiarazioni di L.Negri sul degrado del centro cittadino in occasione del settimanale ritrovo del mercoledì sera di centinaia di frequentatori degli happy hour nei bar antistanti lo storico Duomo ferrarese.
A scatenare il putiferio è stata una lunga intervista del 28 Giugno al settimanale diocesano La Voce, in cui l'Arcivescovo commenta i suoi 100 giorni a Ferrara, e il cui tema principale è la necessità di un nuova evangelizzazione a partire dalle parrocchie.
In un passaggio infatti se la prende con gli adulti e le istituzioni che " consentono a migliaia di giovani di bruciare la loro vita, quasi tutte le notti, in enormi sbronze di alcool e droga. Non consentirò più che la Piazza della Cattedrale possa servire a queste vicende che sono postribolo a cielo aperto". Si riferisce ai bar accanto il Duomo e agli assembramenti di folla del mercoledì sera.
I quotidiani locali hanno colto l'opportunità dello scoop e hanno messo la questione in prima pagina scatenando ovviamente una prevedibile, secondo la sensibilità contemporanea, ondata di sdegno: "Il Vescovo deve dialogare con i giovani", "La piazza non è un postribolo" , con levata di scudi degli amministratori comunali a partire dal Sindaco (ovviamente cattolico) Tagliani "Il Vescovo ha usato una espressione infelice" . Il mercoledì successivo però Negri esplicita il concetto dicendo in una intervista informale al Resto del Carlino di aver personalmente colto giovani a fare sesso a tarda notte nel sagrato del Duomo e di star pensando ad una eventuale recinzione.
Apriti cielo: l'assessore (ovviamente cattolico) ai Lavori Pubblici Modonesi si affretta a trovare clausole urbanistiche e catastali per scongiurare eventuali cancelli, i politici e i commentatori locali intervengono quasi tutti contro l'oscurantismo della Curia. Si distingue il politico Mauro Malaguti con una lettera ai quotidiani in cui difende il Vescovo, ma con lui stanno, oltre a noi Amici del Timone con le parole di Giulio Melloni pubblicate dai quotidiani, tantissimi privati cittadini ,alcuni che si dicono esplicitamente di sinistra ma d'accordo con Negri sul punto del disordine, e specialmente i residenti che dicono che si, il Vescovo ha ragione: il centro cittadino ha raggiunto livelli di inciviltà mai visti. Interviene Vittorio Sgarbi, ferrarese, in difesa di Negri, in una intervista dice che il Duomo è un monumento storico e non va insozzato. Mentre gli amministratori di sinistra cominciano a vedere che la piazza poi non è così distante dalla Curia su questo tema, mentre la Nuova Ferrara pubblica una inchiesta tra i giovani che, partita in tono come per ridicolizzare le parole di un Vescovo retrogrado alla fine pubblica affermazioni secondo cui effettivamente qualcuno che usa le scale del Duomo in modo improprio ad una certa ora, bhè, è vero, c'è.. , mentre anche il Sindaco afferma alla festa del PD che è vero, Ferrara non è un postribolo ma sicuramente è un letamaio, mentre si sta realizzando un clamoroso successo di opinione verso il Vescovo ecco che accadono due sgambetti. Il primo, clamoroso, presso la parrocchia di Santa Francesca Romana durante una conferenza di Venerdì 5 Luglio dove due noti intellettuali cattolici ferraresi si esprimono nettamente contro il Vescovo cogliendo l'occasione presentata dalla polemica in corso, contrapponendo Papa Francesco sia a Benedetto XVI che al Vescovo di Ferrara. Il secondo ad opera dei giovani di centrodestra universitari, tra cui qualcuno che si definisce ovviamente cattolico praticante, che organizzano un Postribolo Night per mercoledì 10 Luglio chiamando a raccolta più di 400 giovani via Facebook per ironizzare contro Negri. Si uniscono a loro quelli del flash mob Il Bottiglione, già protagonisti di eventi analoghi. Per prenderlo in giro.
Tensione, cosa succederà, povera Chiesa, cosa faranno, sono troppi da fermare.... Ma Negri reagisce.Lunedì 8 Luglio alla presentazione del libro di Tornielli su Papa Francesco in una affollatissima serata al Lido degli Estensi Monsignor Negri si dichiara rammaricato della conferenza a Santa Francesca Romana e auspica che fatti analoghi non accadano più: contribuiscono in modo offensivo a gettare una immagine falsata tra i credenti del proprio pastore e non aiutano a comprendere nè il papato attuale nè quello passato. Poi arriva il pericoloso mercoledì del Postribolo Night. Ma accade l'imprevedibile e fortunatamente è ancora una vittoria per Luigi Negri: le forze dell'ordine in piazza garantiscono che non succeda niente di grave, ma sopratutto, i locali sono CHIUSI PER PROTESTA contro LA MALA MOVIDA, cioè i gestori sono i primi a dire che sono STANCHI degli ubriachi e dell'urina sui muri e del sesso di qualcuno a cielo aperto per cui CHIUDONO PER PROTESTA CONTRO I GIOVANI. Più di così...se lo dicono loro...insomma, Negri aveva ragione. La città lo ha conosciuto ed il sigillo finale ad una battaglia vinta che sembrava dover essere un ennesimo tiro al piccione per la povera chiesa cattolica è il risultato del sondaggio organizzato dalla Nuova Ferrara, sulla opportunità di recintare il Duomo, i cui risultati sono stati resi noti oggi: la maggioranza dei votanti sta col Vescovo e si dice d'accordo.

Qui accanto il titolo in prima pagina de La Nuova Ferrara, quotidiano del gruppo La Repubblica- Espresso, in cui si sancisce il risultato del referendum a favore del Vescovo. Sotto il dettaglio dei partecipanti e dei risultati. Considerando il bacino di utenza del giornale, il risultato è storico.
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