mercoledì 24 luglio 2013

Wake up !!!! Legge sulla omofobia in arrivo....


A giorni arriverà anche in Italia la legge sull'omofobia, che imbavaglia chiunque voglia criticare il matrimonio gay. Ma siamo circondati.
La Corte Suprema Usa, ha recentemente definito incostituzionale il Defence Marriage Act, la legge federale secondo cui il matrimonio è solo tra uomo e donna, in quanto secondo i giudici violerebbe il quinto emendamento sulla difesa delle libertà individuali
Esulta il presidente Usa, Barack Obama, che parla di “passo storico verso l’uguaglianza”, “una vittoria per la comunità gay e per la democrazia americana". Esultano anche in Italia i soliti corifei dei “politically correct”
In un bel editoriale di Francesco D’Agostino apparso su Avvenire lo scorso 19 luglio intitolato “Non basta dire «no» alle nozze gay serve un vero «sì» al matrimonio” si sottolinea come sia veramente arrivato il momento di chiamare a raccolta cattolici e laici 'eticamente e socialmente sensibili' per­ché si cominci a difendere realmente e non più solo virtualmente o privatamente il matrimonio “senza se e senza ma” perché solo nell’unione uomo/donna vi è quella forza gene­rativa verso il domani con le sue benefiche  ricadute  sociali e istanze antropologiche più profonde.
Per questo motivo, noi con le nostre famiglie fondate sul matrimonio e formate da un papà (uomo), una mamma (donna) e da i nostri figli vogliamo esprimere la gioia di essere famiglia nella maniera "più tradizionale possibile”. 
La Dottrina della Chiesa Cattolica a riguardo dice: “. Un uomo e una donna uniti in matrimonio formano insieme con i loro figli una famiglia. Questa istituzione precede qualsiasi riconoscimento da parte della pubblica autorità” (Catechismo della Chiesa Cattolica)







queste sono famiglie……….e convinceteci del contrario!!


Amici del Timone di Ferrara
e
Gruppo Giovani Famiglie,  Parrocchia S. Spirito, Ferrara

lunedì 15 luglio 2013

Negri e la Movida: storia di uno scontro vinto dal Vescovo contro ogni speranza


Forse sono questi i momenti in cui si può dire che un Vescovo entra in città: dai giovani universitari ai politici, dai pensionati che leggono il Carlino e la Nuova agli internettiani di Estense.com e ai frequentatori dei bar: per 10 giorni l'attenzione è stata puntata sulle dichiarazioni di L.Negri sul degrado del centro cittadino in occasione del settimanale ritrovo del mercoledì sera  di centinaia di frequentatori degli happy hour nei bar antistanti lo storico Duomo ferrarese.
A scatenare il putiferio è stata una lunga intervista del 28 Giugno al settimanale diocesano La Voce, in cui l'Arcivescovo commenta i suoi 100 giorni a Ferrara, e il cui tema principale è la necessità di un nuova evangelizzazione a partire dalle parrocchie.

 In un passaggio infatti se la prende con gli adulti e le istituzioni che  " consentono a migliaia di giovani di bruciare la loro vita, quasi tutte le notti, in enormi sbronze di alcool e droga. Non consentirò più che la Piazza della Cattedrale possa servire a queste vicende che sono postribolo a cielo aperto".   Si riferisce ai bar accanto il Duomo e agli assembramenti di folla del mercoledì sera.
I quotidiani locali hanno colto l'opportunità dello scoop e hanno messo la questione in prima pagina scatenando ovviamente una prevedibile, secondo la sensibilità contemporanea, ondata di sdegno: "Il Vescovo deve dialogare con i giovani", "La piazza non è un postribolo" ,  con levata di scudi degli amministratori comunali a partire dal Sindaco (ovviamente cattolico) Tagliani "Il Vescovo ha usato una espressione infelice" . Il mercoledì successivo però Negri esplicita il concetto dicendo in una intervista informale al Resto del Carlino di aver personalmente colto giovani a fare sesso  a tarda notte nel sagrato del Duomo e di star pensando ad una eventuale recinzione.

 Apriti cielo: l'assessore (ovviamente cattolico) ai Lavori Pubblici Modonesi si affretta a trovare clausole urbanistiche e catastali per scongiurare eventuali cancelli, i politici e i commentatori locali intervengono quasi tutti contro l'oscurantismo della Curia. Si distingue il politico  Mauro Malaguti con una lettera ai quotidiani in cui difende il Vescovo, ma con lui stanno, oltre a noi Amici del Timone con le parole di Giulio Melloni pubblicate dai quotidiani, tantissimi  privati cittadini ,alcuni che si dicono esplicitamente di sinistra ma d'accordo con Negri sul punto del disordine, e specialmente i  residenti che dicono che si, il Vescovo ha ragione: il centro cittadino ha raggiunto livelli di inciviltà mai visti. Interviene Vittorio Sgarbi, ferrarese, in difesa di Negri, in una intervista dice che il Duomo è un monumento storico e non va insozzato. Mentre gli amministratori di sinistra cominciano a vedere che la piazza poi non è così distante dalla Curia su questo tema, mentre la Nuova Ferrara pubblica una inchiesta tra i giovani che, partita in tono come per  ridicolizzare le parole di un Vescovo retrogrado alla fine pubblica affermazioni secondo cui  effettivamente qualcuno che usa le scale del Duomo in modo improprio ad una certa ora, bhè, è vero, c'è.. , mentre anche il Sindaco afferma alla festa del PD che è vero, Ferrara non è un postribolo ma sicuramente è un letamaio, mentre si sta realizzando un clamoroso successo di opinione verso il Vescovo ecco che accadono due sgambetti. Il primo, clamoroso, presso la parrocchia di Santa Francesca Romana durante una conferenza di Venerdì 5 Luglio dove due noti intellettuali cattolici ferraresi si esprimono nettamente contro il Vescovo cogliendo l'occasione presentata dalla polemica in corso, contrapponendo Papa Francesco sia a Benedetto XVI che al Vescovo di Ferrara. Il secondo ad opera dei giovani di centrodestra universitari, tra cui qualcuno che si definisce ovviamente cattolico praticante, che organizzano un Postribolo Night per mercoledì 10 Luglio chiamando a raccolta più di 400 giovani via Facebook per ironizzare contro Negri. Si uniscono a loro quelli del flash mob Il Bottiglione, già protagonisti di eventi analoghi. Per prenderlo in giro.
Tensione, cosa succederà,  povera Chiesa, cosa faranno, sono troppi da fermare.... Ma Negri reagisce.Lunedì 8 Luglio alla presentazione del libro di Tornielli su Papa Francesco  in una affollatissima serata al Lido degli Estensi Monsignor Negri si dichiara rammaricato della conferenza a Santa Francesca Romana e auspica che fatti analoghi non accadano più: contribuiscono in modo offensivo a gettare una immagine falsata tra i credenti del proprio pastore e non aiutano a comprendere nè il papato attuale nè quello passato. Poi arriva il pericoloso mercoledì del Postribolo Night. Ma accade l'imprevedibile e fortunatamente è ancora una vittoria per Luigi Negri: le forze dell'ordine in piazza garantiscono che non succeda niente di grave, ma sopratutto, i locali sono CHIUSI PER PROTESTA contro LA MALA MOVIDA, cioè i gestori sono i primi a dire che sono STANCHI  degli ubriachi e dell'urina sui muri e del sesso di qualcuno a cielo aperto per cui CHIUDONO PER PROTESTA CONTRO I GIOVANI. Più di così...se lo dicono loro...insomma, Negri aveva ragione. La città lo ha conosciuto ed il sigillo finale ad una battaglia vinta che sembrava dover essere un ennesimo tiro al piccione per la povera chiesa cattolica è il risultato del sondaggio organizzato dalla Nuova Ferrara, sulla opportunità di recintare il Duomo, i cui risultati sono stati resi noti oggi: la maggioranza dei votanti sta col Vescovo e si dice d'accordo.

Qui accanto il titolo in prima pagina de La Nuova Ferrara, quotidiano del gruppo La Repubblica- Espresso, in cui si sancisce il risultato del referendum a favore del Vescovo. Sotto il dettaglio dei partecipanti e dei risultati. Considerando il bacino di utenza del giornale, il risultato è storico.

domenica 14 luglio 2013

Fermiamo la legge “anti omofobia”


In Parlamento è in fase di discussione un disegno di legge cosiddetta “anti omofobia”. In realtà la legge mira non tanto a proteggere le persone omosessuali, già tutelate dalla legge così come ogni altro cittadino italiano, ma a mettere un bavaglio a chi non si allinei alla “teoria di gender”. Insomma, si vuole tappar la bocca a chi, nonostante le mode, continua ancora a credere, ad esempio, che la famiglia “tradizionale” sia quella naturalmente deputata a generare, educare e crescere i figli.
Alfredo Mantovano ha sintetizzato in un articolo le possibilità di liberticidio aperte dal varo di una tale legge, e vi invitiamo a leggere le sue considerazioni a questo link.
Per aderire alla petizione online organizzata dalla Bussola Quotidiana contro questa legge, seguite invece questo link. Grazie.

sabato 6 luglio 2013

Negri e la movida ferrarese: anche La Nuova Ferrara pubblica l'intervento degli Amici del Timone in difesa del Vescovo

Continua ad imperversare tutti i giorni su tutti i giornali ferraresi la questione sul degrado del Centro Storico sollevata da Luigi Negri con l'ipotesi di transennare il Duomo, il cui sagrato, spazio sacro, dopo una certa ora viene usato per ogni tipo di sfogo e libertà. Anche giovani di destra attaccano il Pastore della diocesi di Ferrara. Oggi  il quotidiano La Nuova Ferrara dà voce all'intervento degli Amici del Timone che si sono nettamente schierati a difesa del coraggioso ArciVescovo.

giovedì 4 luglio 2013

In difesa del nostro Vescovo

"Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno"
Questo  proverbio, ancora presente sul muro di qualche vecchio bar,fotografa 
bene le conseguenze del caos in piazza duomo ma in modo rovesciato. Infatti 
dovrebbe suonare così:" per colpa di molti ci rimetteranno tutti." Come non 
essere d' accordo?
E' sufficiente recarsi in piazza nottetempo per vedere quanto siano vere 
queste parole, pochi si comportano decentemente,molti in modo quantomeno 
discutibile.
Bisogna ammettere pero' che almeno un merito questi ragazzi lo hanno: fare 
toccare con mano la cosidetta "emergenza educativa".
Basta aguzzare lo sguardo e tendere l' orecchio, cosa che sorprendentemente, 
ma non tanto, i nostri amministratori non fanno; dicono di non rilevare 
nulla.
Consoliamoci,non rilevavano neppure gli spacciatori stazionanti sotto il 
grattacielo.
Ben venga,dunque, il nostro vescovo Luigi Negri, che cerca di spingere 
questi signori ad atteggiamenti piu' sani e rispettosi di sè stessi e del prossimo, 
e i politici che si ritengono cattolici ad agire conformamente agli 
insegnamenti del Vangelo, senza indulgere ,o peggio, farsi complici, con lo sfacelo 
morale che e' sotto gli occhi di  tutti.
Una nota pratica: un assessore non vede degrado. Se sentisse, in un impeto 
di curiosità per il bene di tutti, il bisogno di accertarsi veramente della 
realtà delle cose, potrebbe organizzare giretti periodici con Carabinieri muniti di 
cani antidroga ; vedrà i ragazzetti schizzare fuori dalla piazza come rane 
da uno stagno.
Dobbiamo ricordare che almeno quattro gestori di locali, più uno ai lidi, 
sono stati arrestati per spaccio di droga?
Veramente vogliamo lasciare i ragazzi in balia di certa gente?


>Centro culturale "Amici del Timone"

giovedì 20 giugno 2013

Gli schiavi del XXI secolo: Cina e India espropriano le terre dei contadini africani con il Land Grabbing


Il Land Grabbing


Gli “Schiavi del XXI° secolo” hanno a che fare anche con  il fenomeno del “Land Grabbing”, realtà dai più poco conosciuta ma che sta causando grandi sofferenze a migliaia e migliaia di persone….ovviamente povere. La scarsa conoscenza su questo fenomeno deriva probabilmente dal fatto di essere designato con un “inglesismo” che contribuisce a renderlo un concetto tecnico ed estraneo.

 Letteralmente land grabbing significa “accaparramento delle terre” ossia quando una larga porzione di terra considerata “inutilizzata” è venduta a terzi, aziende o governi di altri paesi senza il consenso delle comunità che ci abitano o che la utilizzano, spesso da anni, per coltivare e produrre il loro cibo. Uno scandalo che esiste da molti anni, ma che dallo  scoppio della crisi finanziaria è cresciuto enormemente, spingendo nella fame migliaia di contadini del Sud del mondo. Dal 2008, cioè dallo scoppio della crisi finanziaria, il fenomeno del land grabbing è cresciuto del 1000%  ed partito in primis per iniziativa della Daewoo, multinazionale sudcoreana, che in Madagascar era riuscita ad ottenere, in comodato gratuito per 99 anni, un'estensione di terra grande come il Belgio. Il motivo: garantire alla Corea del Sud la fornitura di cibo in vista di un futuro incerto. In seguito vari altri paesi come l’India, Cina, Arabia Saudita, Qatar hanno seguito l'esempio garantendosi terre soprattutto in Africa, ma anche nel Sud Est asiatico (Cambogia, Laos, Filippine, Pakistan, Indonesia) per la produzione di derrate agricole destinate ai propri paesi, sia per motivi alimentari che per la produzione di bio-etanolo.




Terreni che prima davano cibo e rifugio a molti sono recintati e rimangono inutilizzati. Il settanta per cento di acquisizioni di terre attualmente avviene nell’Africa Sub-Sahariana. E proprio in Africa, più che in ogni altro continente, i paesi stranieri possono approfittare di governi poveri e corrotti, che in cambio di denaro, tecnologie e infrastrutture, non esitano a vendere il loro bene più prezioso, che è da solo ricchezza e disgrazia del continente: la terra.

Per “acquisizione” si intende il fatto che le terre vengono concesse in locazione per lunghi periodi o addirittura cedute, letteralmente vendute. Ad esempio in Africa il prezzo di acquisto o di affitto a lungo termine (il contratto, rinnovabile, va da 50 a 99 anni) per un ettaro di terreno varia da 2 a 10 dollari. Il sistema di gestione della terra è basato su regole informali e tradizionali, riconosciute localmente ma non dagli accordi internazionali, e senza alcuna certezza dei diritti fondiari; nessun contadino africano può imporsi e provare a possedere un terreno. Più del 90% della terra non è legalmente regolamentata, il diritto di proprietà riguarda dal 2 al 10% delle terre. Quasi il 50% dei contadini coltiva meno di un ettaro di terra e quasi il 25% ha accesso ad un appezzamento più piccolo di un decimo di ettaro.


 Il report “Secure Land Rights for All” realizzato dal programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (United Nations Human Settlements Programme Un-Habitat) e dal Network Global Land Tool, stima che 5 milioni di persone ogni anno subisce espropri di terra; connesso a questo c’è ovviamente il diritto di proprietà, di avere una propria casa, una propria terra coltivabile, e indirettamente i diritti di residenza, di accesso alle risorse naturali, alla sussistenza, al lavoro, alla libertà di movimento. Il caso più eclatante è quello della Cina che, sotto la pressione di una crescita demografica che non sembra arrestarsi, è alla ricerca sfrenata di risorse alimentari e minerarie che le permettano il mantenimento del suo odierno trend di crescita economica; la Cina ha così iniziato la sua ricerca di terre e risorse: il boom di acquisti è avvenuto ovviamente in Africa: 2.800.000 ettari in Congo, 2.000.000 di ettari in Zambia, 10.000 in Camerun, 4.046 in Uganda e solo 300 ettari (ma siamo all’inizio) in Tanzania.

Accanto alla Cina c’è un altro grande bisognoso di terra: l’India. 50.000 ettari in Laos, 69.000 in Indonesia, 10.000 in Paraguay, 10.000 in Uruguay, ben 614.000 ettari in Argentina, 370.000 ettari in Etiopia, 232.000 ettari in Madagascar e 289.000 ettari in Malesia. Quali i risultati di questo accapparamento famelico? Beh è facile intuirli…Le comunità locali sono scacciate dalle terre che davano loro da mangiare da generazioni, private dei loro mezzi di sussistenza, le famiglie di contadini sono costrette all’esilio forzato. Le coltivazioni su grossa scala hanno bisogno di poca mano d’opera e così solo pochi di loro trovano un lavoro, per un salario da fame che non basta a sfamare la loro famiglia. Chi è riuscito a conservare le proprie terre non se la passa meglio: i corsi d’acqua sono prosciugati a causa degli enormi bisogni d’irrigazione delle grande coltivazioni, oppure inquinati dall’uso eccessivo di fertilizzanti e pesticidi.

Nei paesi in cui l’insicurezza alimentare è una costante preoccupazione, l’esportazione di derrate alimentari verso l’estero aggrava ancor più la penuria di cibo e fa aumentare i prezzi. Le famiglie, già private della terra che li nutre, finiscono sempre più nella precarietà. Non a caso l’aumento di fame e povertà nei paesi in via di sviluppo coincide con gli appetiti finanziari ed espansionistici dei paesi promotori di questo neocolonialismo moderno.

Tutto questo tuttavia non ci deve lasciare indifferenti ed inerti. Ma come fare..?.  Il Santo Padre in questi ultimi tempi ci invita ripetutamente ad un ripensamento delle soluzioni politiche ed economiche in particolare ci sollecita a ripensare alla solidarietà non come mera assistenza, ma come sovrana forma di partecipazione di tutti e di ciascuno alla promozione dei beni comuni. Beni che non si risolvono in una qualsiasi funzione di utilità/felicità collettiva, ma nell’impegno personale a perseguire la «via istituzionale della carità». Quindi come dice Papa Francesco è importante restituire alla nozione di «solidarietà» la dovuta «cittadinanza sociale», assumendola non come un di più da elargire con compassionevole generosità, quanto piuttosto di interpretarla e di implementarla per via istituzionale come “via maestra” dell’azione di governo. 

E se ci pensiamo bene l’unico modo per bloccare il land grabbing, è implementare il suo opposto ossia la solidarietà (quella evangelica) che per definizione non accaparra ma distribuisce. Ed è sempre il Santo Padre che con la Parola di Dio ci indica la Via da seguire come ci ha insegnato nella stupenda riflessione che ha tenuto il giorno della Solennità del Corpus Domini commentando il brano del Vangelo sulla Moltiplicazione dei pani e dei pesci

Il Papa infatti  ricorda come “Gesù invita gli stessi discepoli a sfamare la moltitudine ma di fronte alla necessità della folla, ecco la soluzione dei discepoli: ognuno pensi a se stesso; congedare la folla! . Ma la soluzione di Gesù va in un’altra direzione, una direzione che sorprende i discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare». La risposta sta nell’invito di Gesù ai discepoli «Voi stessi date…», “dare”, condividere. Che cosa condividono i discepoli? Quel poco che hanno: cinque pani e due pesci. Ma sono proprio quei pani e quei pesci che nelle mani del Signore sfamano tutta la folla. E sono proprio i discepoli smarriti di fronte all’incapacità dei loro mezzi, alla povertà di quello che possono mettere a disposizione, a far accomodare la gente e a distribuire – fidandosi della parola di Gesù - i pani e pesci che sfamano la folla. E questo ci dice che nella Chiesa, ma anche nella società, una parola chiave di cui non dobbiamo avere paura è “solidarietà”, saper mettere, cioè, a disposizione di Dio quello che abbiamo, le nostre umili capacità, perché solo nella condivisione, nel dono, la nostra vita sarà feconda, porterà frutto”.
Crediamo che solo in questo modo e nel pensiero evangelico sia possibile ridisegnare l’idea di  «potere» e di «denaro», relativizzandoli, desacralizzandoli e rendendoli funzionali alla soluzione dei problemi dell’uomo. In questa prospettiva, la solidarietà diventa la prima virtù del vivere in società e il timone per una società più giusta.

Gli Amici del Timone di Ferrara


Bibliografia


  1. Daewoo Madagascar chez le President Ravalomanana, Madagascar Tribune, 31 ottobre 2008, in http://www.madagascar-tribune.com/Daewoo-Madagascar-chez-le,9707.html
  2. Song Jung-a, Christian Oliver, Tom Burgis, "Daewoo to cultivate Madagascar land for free”, Financial Times, 19 Novembre 2008
  3. Park S., Daewoo Logistics Says Farm Deal May Cost 6$ billion, Bloomberg.com, 20 novembre 2008, in http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601116&sid=a1anvJxPYq20&refer=africa

4.      Rapporto “Land grab or development opportunity?Agricultural investment and international land deals in Africa” di FAO, IFAD e IIED
  1. Dati: IFAD - Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo dell’ONU
6.      Food Crisis and the Global Land Grab: www.farmlandgrab.org
7.      Rapporto 2010 “Land grab in Africa-Emerging land system drivers in a teleconnected world” del GLP (Global Land Project)
8.      Rapporto “Secure Land Rights for All” del Un-Habitat delle Nazioni Unite e del Network Global Land Tool
9.     Li Ping, Hopes and strains in China’s overseas farming investments, Economic Observer, Pechino, 3 luglio 2008 (http://tinyurl.com).